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Prestiti & Cessioni V
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La delegazione di pagamento

Come abbiamo già detto, con il meccanismo della cessione di un credito, quest'ultimo rappresentato da uno stipendio, il suo titolare può cederne un quinto ad una banca ed ottenerne in contropartita una somma di denaro, che restituirà mano a mano che l'amministrazione ceduta, datore di lavoro od ente pensionistico, avranno provveduto a versare la quota dell'emolumento di spettanza del cedente, dipendente o pensionato, alla banca cessionaria.

 

Ma può anche capitare che non venga ceduto l'intero quinto, oppure che dopo aver ceduto interamente il quinto, il cedente si trovi nella necessità di contrarre un ulteriore finanziamento.

 

Ebbene in tali casi potrebbe essere ancora possibile procedere con un secondo prestito con trattenuta stipendiale, fino ad un terzo dello stipendio e anche a volte fino al doppio quinto.

 

Ma mentre la cessione del quinto è un diritto del dipendente, la delegazione no, potendo sempre il datore di lavoro rifiutare di versare questa ulteriore trattenuta.

 

Infatti, non essendo cessione di credito, essa non è valida solo per il fatto di essere notificata al debitore ceduto, ma essendo semplicemente una delegazione di pagamento da parte del delegante, cioè il dipendente, il datore di lavoro può ben rifiutarsi di accollarsi quest'onere.

 

Tuttavia, nel caso non infrequente che l'amministrazione da cui dipende il lavoratore accetti questa ulteriore trattenuta, è allora possibile erogare a favore del lavoratore stesso un ulteriore prestito su trattenuta stipendiale oltre il quinto.

 

Compila il form in sezione "contatti" del sito e richiedi di verificare la possibilità di ottenere un prestito su delega.

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